Prossimi appuntamenti con Vito

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BOLOGNA sabato 26 settembre Piazza Maggiore, ore 11:30

Nell’ambito del Festival Francescano confronto tra il mons. Vincenzo Paglia e il prof. Vito Mancuso: «Sorella morte. Il passaggio che riscrive la vita». Ingresso libero e gratuito. Dialogo sul tema della morte e dell’aldilà con due diverse visioni, che mette in relazione il linguaggio teologico tradizionale con nuove modalità di pensare Dio, l'anima, la morte e la salvezza. 

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SOVERIA MANNELLI (CZ) domenica 27 settembre ore 17:30

Il prof. Vito Mancuso sarà protagonista dell’evento conclusivo dell’11ª edizione di Sciabaca Festival con la lectio: «ESSERE UMANI OGGI. ETICA, LIBERTÀ E RICERCA DI SENSO». Ingresso gratuito.

V.M


MARANELLO (MO) martedì 29 settembre Auditorium Enzo Ferrari ore 21:00

Nell’ambito di «Maranello Incontra, idee, storie, pensieri» Lectio magistrali del prof. Vito Mancuso: Gesù e Cristo. Incontro gratuito senza prenotazione fino a esaurimento posti.

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PADOVA Fiere mercoledì 30 settembre Padiglione 11 – Sala A, ore 21:15 

Nell’ambito de La Fiera delle Parole, il prof. Vito Mancuso presenterà il suo ultimo libro «Gesù e Cristo», (Garzanti 2025). Chi fu Gesù? E chi è Cristo? Mancuso parte dalla distinzione tra il Gesù storico e il Cristo della fede, interrogandosi sul modo in cui la tradizione cristiana ha costruito nel tempo l'immagine di Cristo e sul significato che queste due dimensioni possono avere ancora oggi. Prenotazioni aperte al pubblico dalle ore 09:00 del 20 settembre 2026.

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FELETTO UMBERTO Tavagnacco (UD) giovedì 15 ottobre Teatro Immersivo “Paolo Maurensig”, via Mazzini 1 ore 21.00

Nell’ambito delI’ARTIFICIAL INTELLIGENCE FORUM 2026, incontro con Vito Mancuso filosofo e teologo: «ETICA, SOCIETÀ E IL FUTURO CHE SCEGLIAMO».

Ingresso gratuito con iscrizione al link indicato sotto

IA Forum [Link]

Tavagnacco


TORINO SPIRITUALITÀ SABATO 17 OTTOBRE

Ore 17.30 | Real Collegio Carlo Alberto, MONCALIERI

Carignano

LA MISURA DELL’AMORE con VITO MANCUSO filosofo teologo

in collaborazione con Città di Moncalieri

L’amore arriva inatteso: ci sorprende e ci sposta dal nostro asse. Rompe il circolo dell’autosufficienza, ci espone alla presenza dell’altro e apre nella vita una direzione nuova. Ma l’intensità non basta: ciò che accende può anche consumarsi in emozione passeggera, e non ogni desiderio sa diventare fedeltà. Che cosa trasforma allora un’emozione in una forza capace di durare e dare forma all’esistenza? Vito Mancuso interroga l’amore come principio di orientamento della vita: movimento che conduce oltre noi stessi e insegna a riconoscere ciò che vale più di noi, fino a scoprire che il nostro centro non è il punto da cui partiamo, ma quello al quale impariamo a consegnarci. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria

Informazioni e prenotazioni: 011 6401600


TORINO SPIRITUALITÀ DOMENICA 18 OTTOBRE

Ore 10.00 | Teatro Carignano

Torino

«OSSERVATE PIÙ SPESSO LE STELLE» 

PAVEL FLORENSKIJ E L’EREDITÀ DELL’AMORE

con VITO MANCUSO filosofo teologo

«Osservate più spesso le stelle», raccomandava Pavel Florenskij ai figli nel suo testamento spirituale. Non per un’evasione dalla tenebra, ma per un esercizio dello sguardo: alzare gli occhi affinché l’anima non sia sequestrata dai turbamenti o dalla tristezza. Matematico e sacerdote ortodosso, Florenskij affrontò la persecuzione sovietica senza smettere di cercare nella realtà una forma di armonia. Anche le lettere dal gulag conservano la voce di un padre che, pur lontano, accompagna la crescita dei figli, affidando loro una disciplina di bellezza e libertà interiore. Mancuso rilegge nelle sue parole un amore capace di diventare eredità: una forza che attraversa la perdita e continua a orientare la vita. Ingresso € 8


MILANO domenica 18 ottobre Teatro Franco Parenti Foyer | ore 18:00 – 19:00 

Nell’ambito del Festival INCONTRO 2026. Dialoghi: L’utopia di restare umani

con Ferruccio de Bortoli, giornalista e presidente VIDAS, e VitoMancuso filosofo teologo.

Ingresso gratuito con prenotazione al link:

L'Utopia di restare Umani [Link]

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MISANO ADRIATICO venerdì 23 ottobre Cinema Teatro Astra, ore 21:00

«La verità nel tempo della post-verità».Vito Mancuso: “Quanta verità può sopportare un uomo?» Info:biblioteca 0541 618484 – 0541 615520 – www.misano.org – Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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FRATERNITÀ DI ROMENA Via Romena, 1 Pratovecchio Stia (AR)

sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. «Ringraziare desidero… per il divino», Vito Mancuso a Romena.

Info e iscrizioni da lunedì 31 agosto al numero 353 4638501 dalle 13.00 alle 16.00 (esclusi martedì-mercoledì-domenica), o tramite modulo online

[Fraternità di Romena Link]

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FORLÌ giovedì 29 ottobre, Auditorium San Giacomo, Piazza Guido da Montefeltro ore 20.30

Nel XXIII anniversario dalla morte di Annalena Tonelli il Comitato per la lotta contro la fame nel mondo organizza l’incontro con il prof. Vito Mancuso: «Pellegrini verso l’assoluto». Ingresso libero fino esaurimento posti. Con il patrocino del Comune di Forlì.

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La libertà e il lato oscuro dell’uomo

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DOVE SI NASCONDE IL MISTERO DEL MALE

Intervista di Marco Tedoldi per il Giornale di Brescia domenica 20 settembre 2026

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Il male ci inquieta, sentiamo che non dovrebbe esserci. Eppure c’è. Attraversa la natura, la storia e soprattutto la libertà umana, fino a porre una delle domande più antiche del pensiero: perché l’uomo, pur sapendo riconoscere il bene, sceglie il male? È il territorio che Vito Mancuso, filosofo e teologo, esplorerà martedì 22 settembre alle 21 all’auditorium San Barnaba di Brescia, ospite del festival LeXGiornate con la lectio magistralis «Il male e il suo mistero».

Professor Mancuso, Emanuele Severino sosteneva che la stessa filosofia nasca dal «thauma», inteso come stupore angosciato di fronte al dolore e alla morte. Anche secondo lei l’esperienza del male è alla radice della ricerca filosofica?

«Sì, ma accanto alla domanda sul male c’è una condizione ancora più originaria: l’amore per la "sophia", cioè per la sapienza, per il bene, per la giustizia, per una razionalità compiuta. È proprio questa esigenza di compimento a rendere possibile l’emergere del male come problema. Se non avessimo dentro di noi un’attesa di bene, ciò che accade sarebbe semplicemente cronaca, un evento tra gli altri. È invece alla luce di questa attesa che qualcosa ci appare come ciò che non dovrebbe esserci e che tuttavia c’è. Il male viene percepito come tale perché l’essere umano porta con sé l’esigenza, direi la convinzione intima, di essere fatto per il bene e per la giustizia. È questa frattura tra ciò che dovrebbe essere e ciò che invece accade a generare la domanda filosofica» …

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La replica alle recensioni di Antonio Staglianò

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La replica del prof. Vito Mancuso alle recensioni di Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, al libro Gesù e Cristo (Garzanti 2025) dal titolo "L'ateologia di Mancuso"  (Link alle recensioni riportate in fondo a questa pagina)

Replica a Staglianò PDF

Replica a Staglianò Settimananews [Link]

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A proposito di Gesù, di Cristo e della mia teologia 

1. Ateologia?

Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, ha dedicato diversi articoli al mio libro Gesù e Cristo (Garzanti, novembre 2025) e io lo ringrazio dell’attenzione perché credo che i problemi sollevati meritino una discussione approfondita. Purtroppo però l’estensione quantitativa non corrisponde alla profondità qualitativa, perché nell’argomentare regna l’approssimazione e in alcuni punti, come mostrerò, anche qualcosa di peggio. A cominciare dal titolo generale degli interventi: “L’ateologia di Mancuso”. Cosa significa, precisamente, “ateologia”? … 

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Turchia Orientale, l’Alba della Civiltà

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30 GIUGNO – 09 LUGLIO 2027 – VIAGGIO GUIDATO DA VITO MANCUSO – TOUR DI 10 GIORNI

Nemrut

Descrizione

«La Turchia orientale copre la parte settentrionale della Mesopotamia, una terra, segnata dal corso dei fiumi Tigri ed Eufrate, che custodisce le radici più antiche della storia umana. In questo viaggio attraverseremo le tracce lasciate dall’umanità, esplorando i primi insediamenti storici che segnano (come potremo vedere a Gobekli Tepe) “l’alba della civiltà”. Toccheremo Şanliurfa, conosciuta anche come la città di Abramo, venerata dalle tre grandi religioni monoteiste. Raggiungeremo Diyarbakir, circondata da maestose mura, arricchita da antiche chiese e moschee; e Mardin, una città incastonata nelle rocce, dove si può ancora udire l’antico aramaico. Il nostro viaggio ci condurrà anche alle due “montagne sacre”: il monte Nemrut, che ospita sulla sua cima il Santuario di Antioco I di Commagene; e l’Ararat ai cui piedi sorge Ani, la citta dalle “mille e una chiesa”, capitale medievale della Grande Armenia. Attraverso questi luoghi straordinari, faremo un viaggio a ritroso nel tempo, per recuperare le radici della nostra – per citare l’ultimo documento di Papa Leone XIV – “magnifica humanitas” o dell’ “umano nell’uomo” (Vasilij Grossman) che soprattutto oggi rischiano di essere dimenticate e tradite da una cultura che ha fatto della potenza tecnico-economica un idolo a cui sottomettere e sacrificare tutto». Vito Mancuso

ISCRIZIONI AL LINK :

GeaWay Tour Operator – L'Alba della Civiltà Turchia 2027 [Link]

 

PROGRAMMA DI VIAGGIO

1° Giorno 30 giugno: MILANO – ANKARA

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Milano Malpensa, disbrigo delle formalità doganali e partenza con volo non diretto (via Istanbul) per Ankara. Arrivo, incontro con la guida locale e giro panoramico della capitale turca. Proseguimento per l’hotel, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento …

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Chi vive per il Bene e la Giustizia entra in Dio qui e ora

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Intervista a Vito Mancuso di Daniele Madau [Link]

 

Nella fascetta che accompagna e racchiude il suo ultimo saggio, c’è scritto: ‘Un grande maestro dei nostri tempi’, perché in questo periodo di postverità e decostruzione, ha saputo incarnare il nuovo desiderio di senso, il senso della vita, il bene e il male, la libertà, la speranza, il rapporto tra ragione e fede. E’ un piacere, allora, dialogare con Vito Mancuso, in Sardegna per tre appuntamenti, promossi dal ‘Club di Jane Austen Sardegna’, tra Tortolì, Sant’Antioco e Cagliari, per portare dentro tre rassegne diverse le domande che attraversano da anni il suo lavoro filosofico e teologico. Studioso tra i più conosciuti nel dibattito culturale italiano, Mancuso ha costruito la propria ricerca nel confronto tra pensiero filosofico, tradizione religiosa, coscienza individuale e conoscenza scientifica. Nei suoi libri e negli incontri pubblici porta fuori dagli ambiti specialistici temi che appartengono alla teologia e alla filosofia ma finiscono inevitabilmente per bussare alla vita quotidiana …

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Le conferenze in Sardegna

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LA RIVOLUZIONE E LA SPERANZA. GESÙ E CRISTO OLTRE LA FEDE

A tu per tu con il teologo laico, filosofo e studioso Vito Mancuso 

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In tour con il suo libro “Gesù e Cristo” edito da Garzanti, Vito Mancuso – teologo e filosofo, una tra le voci più autorevoli del panorama italiano – ieri sera è stato a Tortolì, oggi a Sant’Antioco e domenica sarà Cagliari. Gli eventi, curati dal Club di Jane Austen Sardegna, sono liberi e gratuiti.

Professore, il titolo del suo libro è di per sé significativo: “Gesù e Cristo”.

«C’è una congiunzione che non è verbo, e che da un lato separa e distingue e dall’altro però come dice già la parola congiunzione, congiunge, o meglio in questo caso ricon-giunge. Quindi si tratta di fare tesoro di tutta la tradizione esegetica e storiografica della modernità, di tutto il grande lavoro cominciato nel 1778 quando vengono pubblicati i frammenti di Reimarus e che continua ai nostri giorni, teso a far emergere il vero volto del Gesù terreno: un Gesù ebreo, decisamente diverso dal Cristo e dalla dogmatica cristiana» …

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IA Perchè serve un governo globale

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IA Perchè serve un governo globale PDF

Qualcuno ancora ricorda la memorabile scena dell’Apprendista stregone nel film “Fantasia” di Walt Disney? È stata la prima immagine affacciatasi alla mia mente dopo aver letto le dichiarazioni di Bill Gates secondo cui l’IA va oggi trattata non più come uno strumento tecnologico ma come “una forza della natura che l’uomo ha scatenato”. Ho subito rivisto Topolino apprendista stregone che, a seguito delle misteriose forze evocate, era caduto nel panico di fronte alla foresta impazzita di scope che, da pacifici strumenti, si erano trasformate in minacciosi guerrieri. Ora Topolino siamo noi …

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L’eclissi del cielo, l’eclissi dell’uomo

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L'eclissi del cielo, l'eclissi dell'uomo [PDF]

Ieri tutti abbiamo alzato gli occhi al cielo per vedere il disco nero della Luna sovrapporsi a quello luminoso del Sole ed eclissarlo. Un'ora, poi tutto è finito: i raggi non hanno più trovato ostacoli e oggi il Sole splende esattamente come prima, indifferente all'emozione di chi ha viaggiato, fotografato, filmato e postato il grande fenomeno celeste. 

Eclissi di Dio è il titolo di un libro che il filosofo Martin Buber pubblicò nel 1952. La metafora è potente perché contiene una differenza essenziale rispetto alla celebre affermazione di Nietzsche sulla "morte di Dio". Ciò che muore non è più; ciò che si eclissa invece continua a esistere, anche se non più visibile per un po'. Noi torneremo a rivedere il Dio al momento eclissato, nascosto dal disco nero non della Luna ma della Storia? Oppure non più, perché Dio non è temporaneamente eclissato bensì definitivamente morto? …

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Sì alla Pace di Agostino e Kant, ma non disarmata

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Sì alla Pace di Agostino e Kant, ma non disarmata [PDF]

Molte dure reazioni sono seguite al mio articolo della settimana scorsa sul Papa e la pace e alcune mi hanno attribuito tesi che non sostengo come quella di giustificare la guerra. Per questo desidero chiarire il punto essenziale con questa frase in cui mi rispecchio totalmente: «Una guerra di aggressione è intrinsecamente immorale. Nel tragico caso in cui essa si scateni, i responsabili di uno Stato aggredito hanno il diritto e il dovere di organizzare la difesa, anche usando la forza delle armi». È il n. 500 del “Compendio della dottrina sociale della Chiesa” a cura del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Lo stesso sostengono il Catechismo (artt. 2265 e 2310) e soprattutto la tradizione della teologia morale, da Agostino a Tommaso fino al Vaticano II, secondo cui le Forze armate, quando difendono la libertà e la sicurezza dei popoli, «concorrono al mantenimento della pace». Per la dottrina quindi chi esercita il mestiere delle armi con retto dovere concorre alla pace, perché la pace va “mantenuta”. Come? …

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Non ti manchi mai la gioia – Audiolibro

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Grafica social - Mancuso, Non ti manchi mai la gioia

L'audiolibro di Vito Mancuso Non ti manchi mai la gioia è uscito, ed è disponibile sui seguenti store: Audible Apple

A volte la vita ci sembra uno stallo senza via d’uscita, dove la sfiducia e i pensieri negativi diventano trappole invisibili che ci impediscono di camminare verso il futuro. In questo audiolibro letto dalla voce stessa dell’autore, il filosofo e teologo Vito Mancuso ci accompagna in un "breve itinerario di liberazione", un viaggio sonoro pensato per chiunque senta il bisogno di ritrovare una direzione autentica.

Perché ascoltarlo:

  • Smantellare le trappole: Mancuso identifica i "pensieri sbagliati" – come l'egoismo e la paura – che ci chiudono in una prigione interiore e ci spiega come riconoscerli per tornare a respirare.
  • La gioia come traguardo: Non si parla di una felicità passeggera, ma di una letizia profonda che è il segno del successo del nostro "esperimento" di vita.
  • Un percorso a piccoli passi: L'audiolibro non propone soluzioni magiche, ma suggerimenti concreti per generare energia mentale e serenità attraverso la ragione e il cuore.

Ascoltare queste pagine significa lasciarsi guidare da una voce che invita alla speranza e all'amicizia, intesa come ricerca comune della verità. È un augurio che si trasforma in cammino: perché se noi siamo spesso la nostra stessa trappola, siamo anche gli unici in grado di liberarci.

 

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Officine di Spiritualità 2026

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officine di spiritualità 2026

Siamo lieti di comunicarvi che anche quest’anno si terrà, dal 17 al 19 aprile 2026 sull’isola di San Servolo a Venezia, l’evento «Officine di Spiritualità».

Programma Officine Spiritualità_2026 [PDF]

IL TEMA DELL’EDIZIONE 2026

Una pietra focaia non brilla, non emana luce propria, è dura, opaca, spesso anonima. Eppure, se colpita, sprigiona scintille. Non è il fuoco, ma è la possibilità del fuoco.

La quarta edizione delle Officine di Spiritualità di San Servolo, intitolata Pietre focaie, nasce da questa immagine, e da una domanda che attraversa il nostro tempo stanco: che cosa è ancora capace di accendere la nostra vita intellettuale e spirituale? Che cosa produce in noi attrito, calore, inizio? Che cosa infiamma la nostra passione? Immersi in un flusso continuo di esperienze e informazioni, constatiamo che se molto raggiunge gli occhi, poco è ciò che accende lo spirito. Che se molto scorre sulla pelle, poco resta nel cuore. La pietra focaia, invece, implica un gesto di radicale contatto: essere colpita. Perché senza l’urto non c’è scintilla, e senza un po’ di rischio non c’è fuoco. Pensare, credere, interrogare, contemplare… non sono attività neutrali: chiedono frizione, resistenza, disponibilità a lasciarsi scalfire.

Le Officine 2026 saranno dunque un invito a interrogarsi sulle proprie pietre focaie, sul fuoco che custodiscono, sull’attrito necessario perché la scintilla si accenda. Tre giorni di riflessioni, voci ed esperienze che non mirano a interpretare il mondo, ma a farne ardere il senso, lasciando in dote una calda e feconda inquietudine.

Gli ospiti saranno: Vito Mancuso, filosofo teologo – Edwige Pezzulli, astrofisica – Neva Papachristou, insegnante di Dharma e meditazione – Pietro Del Soldà, filosofo e conduttore radiofonico – Claudio Widmann, psicoanalista – Armando Buonaiuto, curatore di eventi culturali.

Iscrizioni a partire dal 3 marzo 2026, sul sito:

https://servizimetropolitani.ve.it/it/  

dove troverete il link al modulo per partecipare.


IL CALENDARIO DELLE GIORNATE

Venerdì 17 aprile

- Dalle ore 15.00 | Accoglienza sull’isola di San Servolo

- Ore 17.00 – 17.30 | Sala Teatro | Saluti d’apertura e inizio delle Officine, con SIMONE

CASON, Amministratore Unico di San Servolo srl, MASSIMILIANO BRAGHIN, Infinityhub SpA

Benefit, ARMANDO BUONAIUTO, curatore Officine

- Ore 17.30 – 19.00 | Sala Teatro | «Come luce da scintilla che scocca». La filosofia e l’impatto

con il mondo, incontro con PIETRO DEL SOLDÀ

- Ore 19.30 – 21.00 | Cena

- Ore 21.30 – 22.00 | Palazzina Grecale sala E | Meditazione di consapevolezza (Vipassanā),

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Liberaci dall’odio (Adversus Murgia)

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Nel nuovo libro di Michela Murgia questo sentimento “è un atto relazionale come amare, gestire la paura e la curiosità”, ma esso è anche patologia che porta all’ossessione e a interiorizzare il male che si vorrebbe combattere.

Liberaci dall'odio [PDF]

Che l’odio sia un elemento costitutivo della storia e quindi anche della nostra psiche (di quell’abisso magmatico che ognuno porta dentro di sé e che si può trasformare in un gorgo abissale) non c’è bisogno di dimostrare. Ci pensa la cronaca quotidiana a farlo e lo attestano i libri di storia, da Romolo che uccide Remo ai genocidi del Novecento. La domanda piuttosto è un’altra e riguarda il ruolo che l’odio deve giocare nella nostra interiorità: è un sentimento congenito e naturale che va coltivato? Oppure è qualcosa di non congenito e di non naturale che va estirpato? Chiarirlo è importante, perché se l’odio è naturale esso incrementa la salute (fisica e psichica), mentre se non lo è, la danneggia. Michela Murgia non aveva dubbi: “L’odio è un atto relazionale, proprio come amare, gestire la paura e la curiosità” e per questo auspicava “un rapporto consapevolmente maturo con l’odio, tipico di quelle rare persone che attribuiscono all’odio uno statuto di normalità e lo riconoscono in se stesse”. La scrittrice sarda continua con una considerazione decisiva: “L’organizzazione dell’odio diviene preziosa e necessaria solo quando si coniuga con la piena assunzione di responsabilità personale dell’odio”. Piena assunzione di responsabilità personale: il che significa che l’odio deve passare dallo stato di sentimento istintivo (che talora può sorgere quando l’indignazione travalica) a scelta razionale, lucida, consapevole, pienamente voluta. Ne viene così per Murgia che l’odio, “se viene riconosciuto e disciplinato attraverso l’intelligenza, non è un difetto; è una virtù, luminosissima”…

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Ribellarsi all’algoritmo

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Nel nuovo libro di Riccardo Luna una riflessione non manichea sulla natura dell’intelligenza artificiale. Non bisogna permettere che sia guidata a soli fini economici ma guidarla per diventare migliori.

Ribellarsi all'algoritmo [PDF]

Fino a una decina di anni fa molti politici e politologi nel mondo ritenevano che la prossima grande innovazione per l’incremento della democrazia sarebbe stata la tecnologia, e persino Papa Francesco giunse nel 2014 a definire internet “un dono di Dio”. Oggi, invece, non pochi sospettano che la tecnologia sia un pericolo per la democrazia e che questo dono di Dio sia in realtà molto simile al mitico vaso di Pandora escogitato dall’invidia di Zeus: quello scoperchiando il quale tutti i mali del mondo si diffusero sull’umanità. Sì, davvero “qualcosa è andato storto”, come Riccardo Luna, tra i più autorevoli giornalisti in materia di tecnologia, intitola il suo libro sui social network e l’intelligenza artificiale. Leggendolo si apprende come internet si era sviluppato ai suoi inizi con l’ambizione di rappresentare “la prima arma di costruzione di massa”, una rete capillare di computer che avrebbe favorito l’abbattimento delle barriere unificando l’umanità; e come oggi invece, a più di mezzo secolo da allora, il bilancio sia dolorosamente diverso, con la tecnologia dei social e dell’intelligenza artificiale ormai sempre più configurata come la più grande arma di seduzione di massa. Di fatto quello stesso strumento che nel 2008 aveva portato Barack Obama alla Casa Bianca (primo giovanissimo presidente nero: sembrava davvero che il mondo potesse cambiare, tanto che gli assegnarono il Nobel per la Pace quasi ancora prima di cominciare il mandato) oggi vi fa regnare un tipo così imbarazzante e volgare come Donald Trump e fa del non meno imbarazzante e volgare Elon Musk l’uomo più ricco e più potente del mondo. Sì, davvero, qualcosa è andato storto…

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Intervista al Mattino di Napoli

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CHIAMATEMI ERETICO DIVIDO GESÙ DA CRISTO

Napoli

Intervista Mattino 3.2.26 [PDF] 3.2.26.[PDF]

Doppio appuntamento con il teologo filosofo Vito Mancuso a Napoli all’Università Federico II (venerdì 6 ore 15:00), e all’Archivio di Stato (sabato 7 ore 10:30). La sfida all’ortodossia: «Distinguo tra le due figure sottraendomi alle concezioni dogmatiche e sottolineandone i legami». Intervista di Ugo Cundari per il Mattino di Napoli, martedì 3 febbraio 2026.

Qualche secolo fa avrebbe corso il rischio di fare la fine di Giordano Bruno, per fortuna i tempi sono cambiati ma Vito Mancuso, brianzolo del 1962, a lungo docente di Teologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, più di un attacco per quello che ha detto, e per le idee altrui diffuse, l'ha subito. Nel suo ultimo best seller, «Gesù e Cristo» Garzanti, separa le due figure e ne racconta le differenze. Mancuso sarà venerdì alle 15 al dipartimento di Scienze politiche della Federico II in via Rodinò per parlare dei più importanti maestri spirituali di tutti i tempi, e sabato alle 10.30 all'Archivio di Stato in piazzetta del Grande archivio per presentare il libro insieme a Ottavio Di Grazia.

Mancuso, secondo la rivista dei gesuiti «La Civiltà Cattolica» lei «nega o perlomeno svuota di significato una dozzina di dogmi della Chiesa cattolica»: sarà mai un teologo eretico? …

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Il Negativo e le sue forme

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Mancuso, Nori e il Male: «Se siamo capaci di indignarci significa che siamo sensibili ai valori».

di Eugenio Alzetta, La Repubblica Bologna 27 gennaio 2026

Al Mast, per il Laboratorio di etica, l’incontro fra il teologo e lo scrittore: «A farmi soffrire non è quello che possono fare a me, ma quello che posso fare io agli altri».

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BOLOGNA – Che cos’è il Negativo? Che cos’è il Male? Come si manifestano e quali sono le nostre reazioni? Su queste domande si è sviluppato l’incontro tra il teologo Vito Mancuso e lo scrittore Paolo Nori nel primo appuntamento dell’ottava edizione del Laboratorio di etica. Un evento ideato dallo stesso Mancuso, promosso da Mismaonda e ospitato dall’Auditorium della Fondazione Mast di Bologna di fronte a una platea di oltre trecento persone …

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Gesù e Cristo, la fede da adulti

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«Il cristianesimo fatica a trasmettere una riflessione teologica matura. Dal saggio di Mancuso sul rapporto tra spiritualità e vita, un confronto a Tricase tra l’autore e il vescovo Angiuli». Articolo di Luigi Lochi su Il QuotidianodiPuglia.it, venerdì 23 gennaio 2026

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È difficile oggi trovare momenti e luoghi in cui affrontare criticamente un discorso sulla fede. Tradizionalmente il sapere teologico con i suoi linguaggi, almeno in Italia, è stato appannaggio soprattutto del clero e della sua gerarchia. Ai fedeli laici, nella migliore delle ipotesi è stata riservata una grammatica minima, fatta di formule e dogmi …

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Una nuova Riforma Tedesca

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Georg Bätzing

In Germania i cattolici vorrebbero creare un organismo inedito, la «Conferenza Sinodale». Un tentativo di democratizzare la Chiesa, già bloccato però dai papi Francesco e Leone

Una nuova Riforma Tedesca [PDF]

L’attuale braccio di ferro tra il Vaticano e la Chiesa tedesca va ben al di là di una disputa ecclesiastica perché simboleggia e rappresenta lo scontro di due epoche storiche e, più profondamente ancora, di due potenze che si contendono l’ultima parola all’interno della coscienza umana: il primato dell’Oggetto e della sua tradizione (tipico dell’epoca premoderna) contro il primato del Soggetto e delle sue esigenze (tipico della modernità) …

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Mancuso e Gesù oggi

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Dio è più della fede e di ogni religione. Parla a tutta l’umanità

Vito Mancuso al Bper Forum presenta il libro Gesù e Cristo. Intervista di Laura Solieri per la Gazzetta di Modena 18 gennaio 2026

Bper Forum [PDF]

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In questo nuovo saggio, Mancuso affronta il cuore della tradizione occidentale con il suo consueto approccio libero e rigoroso, proponendo una distinzione fondamentale tra la figura storica di Gesù il carpentiere di Nazaret, l'uomo della parola e dell'etica e il Cristo della fede, elaborato nei secoli dalla dogmatica ecclesiastica. Mancuso non si limita a districare la Storia (Gesù) dall'Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall'essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi. Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell'unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro …

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Riflettere sul Negativo

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Vito Mancuso dal 26 gennaio al Mast con il nuovo laboratorio. «È un tema scelto dal pubblico stesso». Intervista di Petro di Domenico su il Corriere della Sera 10.01.2026

 Negativo [PDF]

Il confronto con le tante facce che può assumere il Negativo è al centro della nuova edizione del Laboratorio di Etica ideato nel 2019 da Vito Mancuso, al via all'Auditorium Mast lunedì 26 gennaio alle 18,30. Un ciclo di 4 incontri con biglietti disponibili online da oggi su Vivaticket. Per Il Negativo e le sue forme il filosofo riproporrà la formula consueta per ogni lezione. Con una sua introduzione iniziale, relazioni degli ospiti scelti quest'anno, Paolo Nori, Giovanni Allevi e Roberta De Monticelli, e un dialogo finale. 

Mancuso, perché la Negatività? 

Alla fine dell'edizione precedente avevo proposto alle 400 persone del pubblico tre temi: il cibo inteso anche come nutrimento psichico, il Positivo con le varie forme di felicità e gioia e il Negativo. La maggioranza ha votato per quest'ultimo …

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Laboratorio di Etica 2026

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LABORATORIO DI ETICA di e con Vito Mancuso Ottava edizione

«IL NEGATIVO e le sue forme»

Aggiornamento LaboratorioDiEtica26_Locandina

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Apertura biglietteria su Vivaticket a partire da sabato 10 gennaio ore 10:00

Laboratorio di Etica 2026 Vivaticket [Link]

- Lunedì 26 gennaio ore 18:30 Vito Mancuso incontra Paolo Nori scrittore.

- Lunedì 02 febbraio ore 18:30 Vito Mancuso incontra Giovanni Allevi compositore direttore d'orchestra.

- Lunedì 09 febbraio ore 18:30 Vito Mancuso incontra Roberta De Monticelli professoressa, filosofa.

- Lunedì 16 febbraio ore 18:30 Conclusioni Vito Mancuso filosofo teologo

La rassegna di incontri si terrà al MAST.Auditorium, Via Speranza 42, Bologna

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Gesù e Cristo, recensione di Adriano Virgili

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Giordano

Il paradosso di Mancuso: un Gesù contemporaneo o un ritorno all’Ottocento?

L’orizzonte ermeneutico della rifondazione mancusiana.

Recensione al libro Gesù e Cristo di Adriano Virgili [Link]


 

Replica del prof. Vito Mancuso alla recensione di Adriano Virgili su “Gesù e Cristo”

Replica a Virgili [PDF]

1. 

Della lunga e articolata recensione critica del prof. Adriano Virgili al mio recente volume (pubblicata sul suo blog il 10 dicembre 2025) constato anzitutto che non c'è quasi nessuna osservazione critica dal punto di vista storico: il che, visto che il recensore è uno storico, penso sia la cosa più importante, anche alla luce del fatto che l’oggetto principale del mio lavoro è anzitutto la storia di Gesù.

2. 

Ho scritto “quasi” perché un appunto critico dal punto di vista storico in realtà c’è e consiste nel fatto che, secondo il prof. Virgili, io sostengo che il concetto di peccato originale sia “estraneo all’ebraismo palestinese”, giudizio ribadito nella risposta a un interlocutore dicendo di me: “Accolla l’idea del mondo come dominato dal peccato a Paolo” (dalla pagina facebook “Kairòs. Storia del cristianesimo” consultata il 14/12/25). La verità però è esattamente il contrario, visto che al punto 2 del paragrafo 152 del mio libro si legge:

“Paolo non fu il primo a concepire il peccato come una potenza maligna che a seguito di un primordiale tragico evento gettò la sua ombra nera sull’umanità tutta […] L’idea si ritrova già negli scritti della letteratura giudaica di taglio apocalittico […] in particolare in tre opere di tale letteratura: nel Libro di Enoc, precisamente nella sezione intitolata Libro dei vigilanti risalente al III secolo a.C., quindi decisamente anteriore a Paolo, e poi nella Apocalisse siriaca di Baruc e nel Quarto libro di Ezra, entrambe della fine del I secolo d.C. e quindi posteriori a Paolo e coeve dei più tardi scritti neotestamentari” …

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Perchè Gesù amava i poveri

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Matteo

«È impossibile dare una sola interpretazione del Discorso delle Beatitudini di Gesù. Di certo, la predilezione per gli ultimi era dovuta alla loro capacità di accettare un regno nuovo».

Perchè Gesù amava i poveri [PDF]

Tra le parole più famose e più importanti di Gesù vi sono le beatitudini, di cui però possediamo due versioni differenti e non poco discordanti. Secondo il Vangelo di Matteo infatti esse sono otto e vennero pronunciate da Gesù dopo essere salito “sul monte” all’inizio del celebre “discorso della montagna”; secondo il Vangelo di Luca invece sono quattro e vennero pronunciate “in un luogo pianeggiante”. Come andarono realmente le cose? Non lo sapremo mai. Possiamo però arrivare almeno a stabilire quali furono le parole autentiche di Gesù? …

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Gesù e Cristo

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Gesù e Cristo

VITO MANCUSO – GESÙ E CRISTO

in libreria per Garzanti editore da martedì 11 novembre 2025

Gesù nacque a Nazaret, Cristo a Betlemme. Gesù aveva un padre terrestre, Cristo era il Figlio Unigenito del Padre celeste. Gesù aveva quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle, Cristo era figlio unico. Gesù denunciava le ingiustizie, Cristo toglieva il peccato del mondo. Gesù morì gridando la sua disperazione, Cristo la sua vittoria. Se nessuno di noi ha incontrato Gesù, tutti noi abbiamo però incontrato Cristo. Chi fu dunque Gesù, e chi Cristo? E di chi parliamo quando ci riferiamo a Gesù-Cristo? Se già in precedenza Vito Mancuso aveva indagato il ruolo di Gesù come maestro di vita spirituale, accanto ad altri tre grandi maestri dell’umanità – Socrate, Buddha e Confucio –, ora in quest’opera capitale e innovativa raccoglie le ricerche e le riflessioni di una vita, dimostrando come la fede cristiana sia il frutto di una tradizione che, a partire da fatti documentati, si è a poco a poco arricchita di nuovi significati e di nuovi simboli. Mancuso non si limita tuttavia a districare la Storia (Gesù) dall’Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall’essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi. Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell’unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro.

ISBN: 8811016444 – Casa Editrice: Garzanti – Pagine: 768 – Data di uscita: 11-11-2025

Il Libraio.it [Link]

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Torniamo ad obbedire alla voce della coscienza

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Intervista al prof. Vito Mancuso di Laura Solieri per La Gazzetta di Modena 15 marzo 2025

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Modena [PDF] [PDF]

Domenica 16 marzo 2025 il Bper Forum di Modena ospita Vito Mancuso, teologo, scrittore ed editorialista de La Stampa, che presenta il suo ultimo libro "Destinazione Speranza" (Garzanti). In un presente dominato da terribili conflitti, disastri ambientali e inquietudini diffuse, guardare al futuro. con ottimismo sembra un'impresa sempre più ardua: ripiegandosi su se stesso, l'uomo sta a poco a poco perdendo la speranza in un domani migliore. Viene dunque da chiedersi: Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?». Cercando di rispondere a queste tre fondamentali domande, formulate per la prima volta dal filosofo Immanuel Kant, Mancuso guida i lettori alla ricerca del significato più profondo e autentico della nostra vita. Togliendo alla ragione ogni pretesa di possedere un sapere su Dio e sull'avvenire, "Destinazione Speranza” rifonda il senso della nostra esistenza su un presupposto inedito e dirompente: la libertà di obbedire. Se saremo in grado di essere noi stessi in relazione con gli altri, di resistere all'egoismo favorendo la solidarietà, di ridare valore alla dimensione morale al fine di agire con responsabilità, allora non tutto sarà perduto: solo così, infatti, potremo definirci donne e uomini davvero liberi e guardare con speranza, ragionevole e fondata, al futuro che ci attende …

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Il metodo Kant

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Il nuovo libro del filosofo teologo dedicato alle domande di Kant sul significato profondo dell’esistenza umana. Solo la cultura ci aiuta ad arricchire la nostra interiorità.

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Il metodo Kant

Per ognuno di noi la vita ha una direzione orizzontale e una direzione verticale. La direzione orizzontale riguarda la natura e la storia dentro le quali ci ritroviamo inseriti e che ci trasportano in avanti come un interminabile tapis roulant. La direzione verticale riguarda noi stessi nella nostra singolarità, dal giorno in cui siamo nati fino al giorno in cui moriremo scomparendo dal tapis roulant della natura e della storia che in nostra assenza continuerà a scorrere imperterrito esattamente come aveva fatto prima del nostro arrivo. 

Le domande, a questo punto, sono due. La prima: che senso ha il continuo scorrere in avanti dell’interminabile tapis roulant della natura e della storia? C’è un fine che lo guida, uno scopo, una tensione verso una meta, o è solo un meccanismo insensato, un gioco beffardo con qualche risata e qualche guizzo di intelligenza, ma il cui unico vero risultato complessivo è solo un mare di lacrime e di sangue? …

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Destinazione Speranza

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VITO MANCUSO – DESTINAZIONE SPERANZA 

in libreria per Garzanti editore il 15 ottobre 2024

Mancuso - Destinazione speranza

Vito Mancuso Destinazione Speranza [PDF]

In un presente dominato da terribili conflitti, disastri ambientali e inquietudini diffuse, guardare al futuro con ottimismo sembra un’impresa sempre più ardua: ripiegandosi su se stesso, l’uomo sta a poco a poco perdendo la speranza in un domani migliore. Viene dunque da chiedersi: «Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?». Cercando di rispondere a queste tre fondamentali domande, formulate per la prima volta dal filosofo Immanuel Kant, Vito Mancuso ci guida alla ricerca del significato più profondo e autentico della nostra vita. Togliendo alla ragione ogni pretesa di possedere un sapere su Dio e sull’avvenire, Destinazione Speranza rifonda il senso della nostra esistenza su un presupposto inedito e dirompente: la libertà di obbedire. Se saremo in grado di essere noi stessi in relazione con gli altri, di resistere all’egoismo favorendo la solidarietà, di ridare valore alla dimensione morale al fine di agire con responsabilità, allora non tutto sarà perduto: solo così, infatti, potremo definirci donne e uomini davvero liberi e guardare con speranza, ragionevole e fondata, al futuro che ci attende.

 ISBN: 8811010624 – Casa Editrice: Garzanti – Pagine: 288 – Data di uscita: 15-10-2024 – Edizione cartacea 18,00€

Garzanti [Link]  Feltrinelli IBS [Link]  Il Libraio [Link]

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Capisco Martina il corpo tortura

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Secondo il teologo, la donna triestina di 49 anni, tetraplegica, ha ragione. Ha denunciato l'azienda sanitaria dopo i no al suicidio medicalmente assistito.

Intervista di Valeria Pace a Vito Mancuso 

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Capisco Martina Il corpo tortura [PDF]

Rispettare la sacralità della vita, compito che ogni persona di retta coscienza deve sentire come proprio, significa rispettare la sacralità della libertà, che è il luogo dove il vivere si manifesta nel modo più intenso. Il filosofo e teologo Vito Mancuso non ha dubbi, è d'accordo con Martina Oppelli, l'architetta triestina di 49 anni resa tetraplegica dalla sclerosi multipla che chiede di poter accedere al suicidio medicalmente assistito, e dopo i ripetuti dinieghi ha scelto di denunciare l'azienda sanitaria (Asugi) per tortura … 

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La nazionalità non fa i cittadini. I popoli nascono dalla cultura.

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Nessuno Stato può "fare" esseri umani affermando la propria ideologia. Solo i regimi autoritari hanno sostenuto la coincidenza tra Stato e nazione

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Nazionalità [PDF]

 

“Fatta l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”, si dice che dichiarò Massimo D’Azeglio all’indomani della proclamazione dello Stato unitario nel 1861. Da allora il processo del “fare” gli italiani non è mai terminato e giustamente la politica in questi giorni sta discutendo sulla sorgente che conferisce a un essere umano lo stato giuridico di cittadino italiano. Il tema è urgente, anzi improcrastinabile, sia perché direttamente riguarda molte persone che vivono in Italia che non sono cittadini italiani e lo vorrebbero essere, sia perché indirettamente riguarda tutti gli attuali cittadini italiani in quanto chiarificatore (in questi tempi così confusi) della loro identità. Cosa significa essere cittadini italiani? In che modo “si fanno” gli italiani? Per essere un cittadino italiano è necessario essere di nazionalità italiana? Qual è il rapporto tra cittadinanza e nazionalità?

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Il vero problema non è il patriarcato ma il culto della forza di cui siamo schiavi

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In piazza gli slogan contro l’uomo al centro della società, ma la radice del male è la venerazione del potere. Quella che aveva Margaret Thatcher e non Gandhi. A uomini e donne dico: l’unica liberazione è la cultura. 

Il vero problema non è il patriarcato [PDF]

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L’altra sera, invitato da mia figlia, ho partecipato con lei e il suo ragazzo alla manifestazione contro la violenza sulle donne organizzata a Bologna da “Non Una di Meno”. C’erano diverse migliaia di persone, per lo più giovani, in maggioranza donne, ma anche noi uomini non eravamo pochi, ho persino intravisto alcuni signori definibili, come me, “di una certa età”. Cartelli, fischietti, alcune trombe, qualche pentola e relativi cucchiai, insomma le solite cose usate da sempre nelle manifestazioni per fare baccano e farsi notare. Di nuovo, per lo meno per me, c’erano le chiavi di casa, agitate da molte ragazze per simboleggiare con il loro tintinnio che neppure in casa si sentono sicure. Le agitava anche mia figlia, però con l’altro braccio si stringeva a me, quindi quel suo gesto non mi preoccupava. Al di sopra ovviamente svettavano gli slogan, gridati con forza e passione dalle giovani donne. Il più ripetuto era il seguente: “Lo stupratore / non è malato, / è figlio sano / del patriarcato” …

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Perchè serve anche la forza per salvare la pace

Disarmata disarmante

«Disarmata e disarmante» è una bella espressione, colpisce per l'assonanza, ma è anche un concetto sostenibile? A mio avviso il titolo del libro di Leone XIV veicola una tesi poco convincente, e con queste considerazioni vorrei spiegarne perché.

Perchè serve anche la forza per salvare la Pace [PDF]

Esprimo l'essenza dell'etica con questa formula fondamentale: etica = valori + situazione reale. Intesa come azione responsabile, l'etica richiede sempre queste due componenti strutturali: i valori da incarnare e l'analisi realistica del reale in cui immetterli. Senza una delle due, si ha solo una politica cinica o un utopico idealismo …

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